Mi fidavo di te

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CAP. 5 - Dove l'amicizia trionfa
Parte 1


Data: lunedì 29 maggio 2000

DA: dr. Fedele (robby76@libero.it)

A: dr.Teenva (pierzobo@tin.it); dr. Lupo (cesarebattiato@hotmail.com); Libero Ricercatope (alfiobig@libero.it)

CC: Ciambellano (luca.fiorini@yahoo.it)

Oggetto: Tricotica Quaestio
Nobilissima Hdemia Scientiarum Eroticarum Regiens
in Vulva Veritas

Istituto di Figosofia e Sessuologia Monogamica
Ordinario: dr. Fedele Della Passera
Pregiati colleghi,
scrivo questa Mia con un duplice intento.

Il primo et doloroso consiste nella comunicazione formale, urbi et orbi, di quanto deliberato in occasione del recente Raduno del Senato Hdemico. È con vivo dispiacere che vado a trascrivere il testo della deliberazione.


Bar Milva, Reggio Emilia, addì 26 maggio 2000
Codesto Senato Hdemico, riunito in sessione strordinaria alla presenza dei Sommi Patres dott. Fedele e dott. Lupompino, del Nobile et Libero Ricercatope, del Semper Valente Discipulo,

delibera formale nota di biasimo

nei confronti dell’illustre Padre ecc.mo dott. Teenvagina, per il grave comportamento tenuto nel corso dell’odierna riunione Hdemica.
Egli si è infatti reso responsabile di una grave violazione della Pax Hdemica, introducendo nell’alveo del Senatus, senza autorizzazione né relazione alcuna con l’attività nostra, un elemento esterno di sesso femminile, che il Senatus ha inoltre unanimemente giudicato indegno di cotanto onore, avendo esso mostrato a più riprese indifferenza e incomprensione per la Scientia Nostra.
Il Senatus ammonisce pertanto il Nobile Padre, certo ch’Egli saprà prontamente rinsavire e fare ammenda, godendo così prontamente della Pietas Hdemica.
Codesto Senatus ti biasima ma non ti Condanna, Nobile Padre, e attende con paterno affetto il Tuo ritorno.


Adempiuto il gravoso compito, vorrei passare a più amene questioni.

Vi prego di esaminare attentamente i due esemplari di passeraceo ritratti nel dettaglio qui sotto, e dal sottoscritto rintracciati dopo lunghe e attente ricerche nell'universo telematico

Topapelosa.jpeg - Topaglabra.jpeg

La ragione che ci conduce a sottoporvi detti esemplari risiede nel nobile intento di avviare con Voi una ci auguriamo proficua analisi interdisciplinare volta a dare risposta al quesito che ha arrovellato i Nostri Ingegni nella recente riunione del Senato Hdemico.

L’assenza del venereo vello è sinonimo di maggior propensione alla copula?
O, all’opposto, come sostiene il Nobile Lupo, v’è una correlazione diretta fra tricotica fluenza e suina disposizione d’animo?

Al fine di sciogliere una volta per tutte il difficile quesito, codesto Istituto convoca un

CONCILIO HDEMICO

presso la consueta Sede, per il prossimo Venerdì 02 giugno 2000

al quale le S.V. sono pregate di giungere debitamente fornite di documentazione – fotografica, bibliografica etmemorialistica – al fine di sostenere al meglio le proprie posizioni, e giungere così alla ricomposizione dell’Unità di Pensiero che da sempre ci contraddistingue.

in Vulva Veritas
Fedele Dr. Della Passera - figosofo


lunedì 29 maggio


Fedele sorrise amaro dopo aver cliccato su ‘Invia’. Scrivere questa mail gli era costato più del previsto. La faccenda del pelo, che gli sembrava peraltro una buona idea, l’aveva aggiunta soprattutto per dare a Teenva la possibilità di andare subito oltre, di mettere lo scazzo nel dimenticatoio. Ma temeva che la questione non si sarebbe risolta così semplicemente. Tanto per cominciare, Teenva non l’avrebbe presa bene. Quando voleva, sapeva essere molto permaloso. D’altronde non si poteva nemmeno fargliela passare liscia. L’aveva combinata grossa, stavolta. Ma anche questo, in un certo senso, era un problema da poco.

Il problema serio era il modo in cui guardava quella ragazzina. E il modo in cui lei lo aveva portato al guinzaglio, fuori dal bar. Teenva, più che cotto, sembrava del tutto brasato. Questo apriva scenari imprevedibili. Anzi, proprio il contrario: tragicamente prevedibili. Per Maria, per l’Hdemia, ma anche per lui. Per la prima volta Fedele si trovò a dubitare della loro amicizia. Erano cresciuti insieme, il loro legame aveva resistito alle tempeste dell’adolescenza, alle differenze di carattere e di interessi, persino alle rispettive morose. Ma quella che aveva visto negli occhi dell’amico era una luce che non prometteva niente di buono. Sperava sinceramente che Teenva avrebbe risposto bene alla mail, ma ne dubitava.

Il flusso dei suoi pensieri fu interrotto dall’icona lampeggiante di ICQ. Improvvisamente il pensiero di Teenva e dell’Hdemia fu spazzato via. Fece doppio click.


Motovale (21.16 PM) Ciao Robinhood!

Robinhood76 (21.17 PM) Vale… ciao. Che strano leggerti… vuoi che ti chiami?

Motovale (21.18 PM) Sì… cioè, no. Mi piace scriverti, e leggerti. Mi piace immaginare la tua voce.

Robinhood76 (21.19 PM) :-) Ok, scriviamo.

Motovale (21.19 PM) Anche perché…

Robinhood76 (21.20 PM) Sì?

Motovale (21.21 PM) Beh, ho un po' paura di dirti una cosa


La mente di Fedele fu attraversata da un folgorante momento di panico. Come minimo stava per dirgli che si era innamorata di qualcuno. Che non avrebbero più dovuto sentirsi. Che tutta questa sua indecisione, questo doppiogiochismo l'aveva delusa. Che sarebbe stato meglio troncare prima di farsi male. Respirò profondamente e deglutì, lui stesso sorpreso del nodo che gli aveva improvvisamente serrato lo stomaco.


Robinhood76 (21.22 PM) Dimmi. Ti ascolto.

Motovale (21.23 PM) Non so come dirtelo… te lo dico come mi viene. Ho due biglietti per il concerto di Vasco ad Ancona, venerdì 10. Ti va di andarci con me?


Fedele sgranò gli occhi. Poi bestemmiò, sottovoce.


Venti minuti dopo, guidava pensieroso verso casa di Sara. Lunedì sera, videocassetta da lei. Un classico. Stasera, però, difficilmente si sarebbe addormentato prima della fine del film.

Parcheggiò di fronte al vecchio condominio alla periferia est di Reggio, dove Sara aveva affittato un grazioso bilocale di 50 mq. Poteva permettersi un intero appartamento, non una semplice stanza, grazie al generoso assegno che ogni mese il padre, commercialista friulano, versava sul suo conto. Ogni volta, nel farlo, si domandava cosa avesse spinto la figlia maggiore, luce dei suoi occhi, a trasferirsi in quella piccola città emiliana. Non aveva nememno capito che cazzo di facoltà fosse “Scienze della Comunicazione”, e soprattutto cosa cazzo avrebbe fatto una volta laureata. Ma si fidava di sua figlia, e si sforzava di capire quei discorsi nebulosi sul bisogno di indipendenza, sull’ importante esperienza di vita, sulla voglia di conoscere nuovi posti e nuova gente.

Come sua abitudine, Fedele usò la sua copia delle chiavi per aprire il portone, prese l’ascensore e suonò soltanto quando fu davanti alla porta di ingresso, al quarto piano.

« Ciao amore!»

Anche quando stavano in casa, Sara era sempre impeccabile. Non elegante, ma splendida. Pantaloni della tuta Adidas bianchi, aderenti. Maglioncino scollato a V carta da zucchero. E un sorriso bianchissimo e luminoso. Fedele l’abbracciò, cercando di mettere ordine nel caos spaventoso che sentiva montare dentro. Sentì la vita sottile di lei sotto i polpastrelli, il seno generoso premere sul suo stomaco. Profumava di sapone e tenerezza. Era così bella. Iniziò a baciarle il collo, stringendola più forte a sé.

«Ehi, Robby! Che fai?» protestò Sara, ridendo.

«Mmmh, secondo te?»

«Ma dai… » disse, spostando con poca convinzione la mano sinistra di Robby che si infilava sotto il maglione « Dobbiamo guardare il film» tentò ancora, sospirando al contatto delle dita con i capezzoli. «Lo sai che non dovremmo…»

«Ah no? Dai, dopo ci pentiamo.»



Il letto di Sara era sempre bianco e profumato. Detestava qualsiasi colore diverso dal bianco, per la sua camera. Fedele aveva dovuto attendere svariati mesi prima di avervi accesso. Anche adesso, accadeva sempre molto di rado, e sempre come sistematica, inevitabile eccezione. Il sesso senza la colpa non era contemplato. E la colpa doveva essere sua, ogni volta. Ogni volta era come una gentile concessione, un cedimento alle sue smanie di maschio, incapace di contenersi. Però farlo le piaceva, eccome. Sara era un’amante passionale e fantasiosa, capace di andare oltre le sue inibizioni e vivere l’amplesso con gioia e furore. Dopo, il suo calore si scioglieva in tenerezza, e regalava a Fedele i momenti più belli e distesi della loro storia.

Ora stava con il viso sul suo petto, giocherellando con i folti riccioli castani. Stavano in silenzio, e ogni tanto lei gli baciava il petto e lo stringeva forte.

«Amore, volevo chiederti una cosa» iniziò lui, prudente.

Lei alzò il collo e gli rivolse un sorriso insopportabilmente dolce.

«Dimm.i»

«Ti ricordi che mi avevi chiesto di fare un giro al Grand’Emilia, sabato?»

«Sì… volevo comprare alcune cose. Ma era più che altro per fare un giro, tu e io. Dicono che sia molto grande, con un sacco di negozi. Ma non questo sabato, c’è la festa dei giovani in parrocchia. Quello dopo, l’undici.»

«Ecco… oggi ho sentito Teenva… cioè, Pier.»

« …e?» lo incoraggiò, sospettosa.

«Suo cugino gli ha regalato due biglietti per il concerto di Vasco, ad Ancona, venerdì 10. Mi ha chiesto se vado con lui. Mi piacerebbe.»

« Mmh.»

«Solo che Ancona non è proprio dietro l’angolo. Dovremo fermarci a dormire. Pensavamo di stare là anche il sabato, e tornare prima di sera. Poi magari ti vengo a prendere e andiamo a mangiare fuori, solo tu e io. Che ne dici?»

«Ma… Vasco? Da quando ti piace così tanto? Con me non l’hai mai sentito…»

«Chi, Vasco? Ma scherzi? È un grandissimo! In macchina non lo metto mai perché so che a te non piace tanto…»

«Vabè… e con chi hai detto che ci vai? Pier? Solo voi due?»

«Certo. E chi altro?»

Il mattino dopo Fedele si svegliò piuttosto tardi, come tendenzialmente gli accadeva le rare volte in cui faceva sesso con Sara. Erano soltanto le 10.30, ma c’era già piuttosto caldo. Si preannunciava un giugno afoso. Si trascinò fuori dal letto, dirigendosi così com’era – slip e t-shirt bianca – verso la cucina.

«Robby, quante volte devo dirti che non mi piace che giri per casa in mutande!»

Sì mamma hai ragione, scusa mi metto subito i pantaloncini, dove sono finiti i biscotti?, ha chiamato Sara va bene, adesso le telefono, sì lo so che se non studio poi mi bocciano, sì lo so che non è da me dormire così tanto, no mamma non preoccuparti sto benissimo.

Aveva ancora in bocca il sapore di Sara. Acre, intenso. Spaventoso. Il pensiero di quello che aveva fatto gli piombò tutto insieme in mezzo alla mente. Cazzo. Valentina, il concerto. Cazzo. Sara. Le aveva mentito. Spudoratamente. Cazzo. E adesso?

Si chiuse nel suo piccolo studio e cominciò a misurare il perimetro della stanza a larghi passi. Dunque, calma. Ok, la frittata è fatta, non si torna indietro. Mi dispiace Fedele, non si torna indietro. Ma poi ti dispiace davvero? Sii sincero con te stesso, per una volta. Ti è dispiaciuto così tanto? Sentire Valentina, desiderarla. E amare Sara, ingannarla, tradirla. Sì, Fedele. L’hai già tradita. Tradita? No, non esageriamo. Le ho mentito, ma il tradimento è un’altra cosa. Sono ancora fedele, e posso decidere di rimanerlo, se solo lo voglio. Ma lo voglio?

Con questo casino in testa, in mutande e maglietta, Fedele accese il PC e distolse lo sguardo dal testo di Diritto Civile. Aprì la posta elettronica. Tre nuovi messaggi, tutti in risposta alla sua mail della sera precedente. Strano, insolito.

Aprì prima quella di Teenva, con il cuore che aveva preso a battere più veloce.




Data: mercoledì 30 maggio 2000

DA: dr.Teenva (pierzobo@tin.it)

A: dr. Fedele (robby76@libero.it); dr. Lupo (cesarebattiato@hotmail.com); Libero Ricercatope (alfiobig@libero.it)

CC: Discipulo (manu79@tin.it); Gran Cia’n’bell’ano (luca.fiorini@yahoo.it)

Oggetto: Re: Tricotica Quaestio

Nobilissima Hdemia Scientiarum Eroticarum Regiens

In Vulva Veritas

ISTITUTO DI PASSEROLOGIA ADOLESCENZIALE

Ordinario: Prof. Dr. Teenvagina


Colleghi, prendo atto di ciò che è stato ordito alle mie spalle e vi dico che potete anche andare a fanculo tutti. Detto questo, caro Robby, mi chiedo francamente chi cazzo tu sia per permetterti di dirmi chi devo o non devo portare con me fuori la sera. Davvero mi faresti un grosso favore se potessi spiegarmi. Forse che devo telefonarti prima per chiederti il permesso o l’approvazione? Davvero, sono curioso, anzi no, già che ci siamo: lascia stare. Facciamo in altro modo: voi venerdì vi vedete tra voialtri e io vado per i cazzi miei con chi cazzo mi tira, okkey?

Mi sono un po’ rotto il cazzo del tuo atteggiamento da saputello che giudica tutto e tutti senza mettersi in gioco DAVVERO mai una volta. Venerdì vi ho portato Pamela e voi l’avete presa sistematicamente per il culo, senza neanche pensare per un solo momento che ha 16 anni, che potevate ferirla, umiliarla e, così facendo, umiliare me.

Allora, amico mio, ti lascio queste poche righe affinché tu possa utilmente riflettere, ben conscio però del fatto che non tollererò MAI PIU’ intromissioni di chicchessia nella mia vita privata.

Sarebbero gradite anche le scuse a Pamela, ma conoscendoti so di non potermi spingere così in là nelle richieste.

Amico, spero ancora, ti saluto.

Dr. Teenvagina






Data: martedì 30 maggio 2000

DA: Libero Ricercatope (alfiobig@libero.it)

A: dr.Teenva (pierzobo@tin.it); dr. Lupo (cesarebattiato@hotmail.com); Dr. Fedele (robby76@libero.it); Discipulo (manu75@tin.it)

CC: Ciambellano (luca.fiorini@yahoo.it)

Oggetto: Re: re: Tricotica Quaestio

Nobilissima Hdemia Scientiarum Eroticarum Regiens

in Vulva Veritas

Libero Ricercatope Associato

expertus in clitologia



Amici,

mi rivolgo a voi con il cuore – ho detto il cuore – in mano. In particolare, è al pregiato dott. Teenvagina che va il mio accorato appello: plachiamo gli animi!

Credo di poter parlare a nome dell’Hdemia tutta porgendo le nostre sentite scuse alla dolce pulzella, il cui giovane ardore pare aver fatto breccia nel nobile cuore del sommo dottore. Se mancammo di delicatezza e di rispetto fu solo per eccessivo zelo Hdemico, nel dar seguito all’accalorata discussione che poc’anzi avea infiammato gli animi.

Purtuttavia, eccellentissimo dottor Teenvagina, mi sia consentito di obiettare almeno in parte alle argomentazioni addotte, poiché la ragione e il torto non si dividono mai con un taglio così netto che ogni parte abbia soltanto dell’una o dell’altro, disse il poeta.

Se infatti è giusto riconoscere che il Nobile dott. Fedele abbia forse calcato eccessivamente la mano nella deliberazione del Senatus, sarebbe sbagliato non rilevare come il comportamento ivi censurato fosse parso a tutti gli astanti fortemente atipico, in un modo poco piacevole che certamente la SV aveva modo di prevedere.

Invitando nuovamente tutti a prodigarsi affinchè i toni vengano smorzati e la Pax Hdemica ristabilita, porgo come si conviene un sentito vaffanculo

in Vulva Veritas

Libero Ricercatope


Ps

Onore e merito al nobile dott. Fedele per la formalizzazione del quesito Hdemico che andremo a discutere nel prossimo Concilio. Sarà nostra cura applicarci in approfondite ricerche per giungere preparati all’ importante appuntamento.




Data: martedì 30 maggio 2000

DA: dr. Lupo (cesarebattiato@hotmail.com)

A: dr.Teenva (pierzobo@tin.it); Libero Ricercatope (alfiobig@libero.it); Dr. Fedele (robby76@libero.it); Discipulo (manu75@tin.it)

CC: Ciambellano (luca.fiorini@yahoo.it)

Oggetto: Re: re: Tricotica Quaestio

Ragazzi, che cazzo fate! Non litigate! Non è successo niente, in fondo. Fedele stava solo scherzando! Teenva ha solo portato un’amica a conoscere l’Hdemia!

Siete veri amici, vi volete bene. Smettetela, non ne vale la pena.
Il Lupo



...continua la prossima settimana...
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