Mi fidavo di te

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CAPITOLO SECONDO
Dove Fedele si divide fra bottiglie di vino e ovetti Kinder
Parte 3
 

Il monitor davanti, posta elettronica e programma di chat già aperti. Per i genitori, l’ennesima serata passata in casa da questo bravoragazzo, chiuso nel suo studio a fare chissacosa fra i suoi libri e quel computer. Per Sara, un’altra sera da passare separati, lui a poltrire sul divano e lei in parrocchia, a stringere relazioni vitali per una studentessa fuori sede. Per lui, una serata leggermente tachicardica, iniziata fra le bottiglie di vino e destinata a compiersi sulla schermata di una chat.

Un’occhiata all’orologio: le 20.45. Ancora presto. Non si era mai connessa prima delle 21. Si costrinse a temporeggiare, rileggendo brani della corrispondenza breve e intensa iniziata solo qualche settimana prima.
Ciao,

io sono Robby, e qualcosa di più di me lo puoi vedere dal profilo.

Se ti dicessi che la tua foto mi ha ricordato Nancy Brilli forse potrei sembrarti eccessivo, quindi non te lo dirò ;-)

Ti dirò invece che trovo interessanti la determinazione e la chiarezza di idee che traspaiono dal tuo profilo. Insieme ad alcune espressioni brillanti, che sembrano raccontare di una bella padronanza dei pensieri e della lingua. "Amo tutto ciò che è vita e a volte piango anche di gioia" è una sintesi potente e suggestiva, e anche quel "non te lo dico" capriccioso e smaliziato... mi sbaglierò, ma non sembri una che litiga con le parole.

La cosa che ho apprezzato di più, però, è la conclusione. “Amicizia, comincia tutto da lì”. Mi trovi perfettamente in linea: non credo sia utile preoccuparsi di raggiungere qualche "obiettivo". Ciò che conta è fare un pezzo di strada assieme… per essere persone migliori e meno sole, soprattutto di fronte a noi stesse.

Se ti va, puoi scrivermi a robinhood76@libero.it

 

Sì, era stato lui a contattarla per primo. Si era imbattuto in quel profilo così diverso dai soliti “sono una ragazza dolce e carina che ama la musica e il mare”. Si era incuriosito, anche perché la fotografia era decisamente gradevole. E aveva sfoderato questa piccola mail della serie “parlo di te per parlarti di me”. Senza calcare troppo la mano, non era ancora il momento di fare la ruota come i pavoni. Lo scopo, come sempre, era quello di stuzzicare la curiosità. Se riuscivi a farle pensare anche solo per un attimo “questo forse è diverso dai soliti” eri già a metà dell’opera.

La risposta di Valentina era stata rapida e convincente.

 

Robby occhichiari!

Devo dire che neanche tu hai mai fatto una bella litigata con le parole, o semplicemente preso a cazzotti una pagina prima di riempirla di pensieri.

Robby occhichiari, hai stoffa da vendere perchè sai guardare o meglio sai leggere. Non sai quanto è difficile di questi tempi cercare di rimanere femminili e, contemporaneamente, dare l'impressione che anche tu sai il fatto tuo senza cadere nella solita trappola della donna con le palle.

Lo ammetto, mi piace giocare  a fare la gatta capricciosa e smaliziata, ma sono in pochi quelli che se ne accorgono, perchè lo faccio sempre in sordina e fra le righe.

Robby occhichiari mi ha colto in flagrante mentre cercavo di rubare un briciolo di attenzione.

Robby occhichiari, mi è piaciuto leggere dei tuoi occhi chiari, non chiedermi il perchè, non saprei risponderti, o meglio, non saprei esprimere quello che è balenato nella mia riccioluta testolina.

Ciao Robby occhichiari, buona notte e che i tuoi sogni siano spettacolari!

Dimenticavo, il  mio nome è Valentina.

 

E a quel punto Robby Occhichiari aveva capito che si stava infilando in un brutto guaio. Il Narciso ingordo che viveva fra i tasti del suo PC era stato adeguatamente sfamato, e questo era già un buon inizio. Il problema era che il boccone sembrava roba di prima scelta. Colpito nel segno. Quel “sai leggere” era il suo piatto preferito. Accompagnato da un contorno di “come scrivi bene” ed espresso con brio e originalità… ce n’era di che farsi ingolosire. Se ne era accorto subito, e gliel’aveva pure scritto.

 

Valentina, riccioli biondi,

che piacere leggerti, e vedere confermata la sensazione di pericolo avvertita scorrendo il tuo profilo. Pericolo, sì. Attento a questi riccioli mio caro robinhood, perchè siamo di fronte a una testolina che pensa collocata fra le spalle di una donna che sente! Combinazione alla nitroglicerina, micidiale anche per un ottimo principe dei ladri...

Ma che ci vuoi fare, noi eroi siamo così orgogliosi da non dare retta nemmeno ai nostri stessi avvertimenti, quindi correrò il rischio di farmi mettere nel sacco da questa cascata di riccioli luminosi e consapevoli.

 

In una rapida escalation di email e chat, in pochi giorni la conoscenza tra Robby e Valentina si era fatta approfondita in quel modo strano che solo la conversazione a distanza consente. Non sapevano quasi niente del reciproco quotidiano, ma sarebbero stati in grado di muoversi agevolmente per i sentieri più nascosti delle rispettive anime. Un’intimità che aveva permesso a Robby di andare proprio al cuore di questi giorni difficili. Senza parlare troppo di Sara, ma anche senza nasconderne l’esistenza. Il punto non era lei. Non era solo lei. Era ciò che lei rappresentava.

 

Sai Vale, a volte mi guardo allo specchio, e mi trovo davanti un ragazzo che fa ogni giorno a pugni con l'idea del tempo che passa e di tutti i se stesso che non ritroverà più. Un ragazzo che vive un periodo di forte smarrimento interiore e non riesce a capire bene dove lo stia portando la sua vita. Ecco, questo vedo: una persona che annaspa nelle rapide dell’esistenza, che ha l'impressione di essere trascinato da una corrente contro la quale ha poca possibilità di ribellarsi. Chissà se capita mai anche a te di sentire la forza di questa corrente... quando sei bambino la vita è un oceano di possibilità, una miriade di fantasie luccicanti. Poi diventi ragazzo, e cominci a sentire il potere scorrere fra le mani, ti sembra di poter solcare quel mare con la sola forza della tua volontà e della tua giovinezza. Un ragazzo sa perfettamente - con la miopia e l'arroganza della gioventù - che cosa è giusto e che cosa è sbagliato... e, naturalmente lui è giusto fino al midollo delle ossa. Non esistono le sfumature, le debolezze, i dubbi. E con queste tinte forti dipinge il suo presente e la proiezione del suo futuro.

Poi cresci, e ci pensa la vita a farti notare le sfumature. Una persona di media intelligenza non può che iniziare a stare stretta nelle sue certezze, a sorridere di loro e di se stesso. Una persona di media intelligenza comincia a scontrarsi con la realtà pesante dei suoi errori, dei suoi limiti, della sua meschinità... e se è fortunato impara a guardare anche queste con pazienza e benevolenza. Ma alla fine, una persona di media intelligenza facilmente inizia a sentisi un po' smarrita. E se a questo aggiungi che vivere è un po' come salire su un gigantesco albero, in cui ogni scelta significa arrampicarsi su un ramo piuttosto che su quello accanto, una persona di media intelligenza si accorge presto che ad ogni metro rimangono dietro le spalle miriadi di strade non percorse... e sempre meno di queste strade, di queste scelte, ci separano dal cielo sopra di noi. Ecco, il povero ragazzo di cui sopra inizia a sentire che la vita gli si stringe un po' addosso, che le certezze sono sempre meno, che non sa più di preciso nè da dove viene nè dove sta andando... e in tutto questo continua ad andare, andare, andare...

 

Era stata l’ultima mail che le aveva mandato. Rileggendola subito dopo averla scritta, aveva provato a raccontarsi che si trattava di un autentico capolavoro, la Ruota del Pavone più intimista, assoluta e perfetta. Malinconica, profonda e matura. Una perla, capace di affascinare sia il cuore che la mente. Quello che non voleva o non sapeva dirsi era che, suo malgrado, era anche spaventosamente sincera. Che il corteggiamento virtuale c’entrava poco. Che in quelle righe c’era tutto lui. E c’era anche tanta, troppa Sara.

Si era aspettato che Valentina a quel punto rispondesse perlomeno a tono. E un po’ sperava un po’ temeva che non le bastasse più raccontarsi via email: si erano scambiati il numero di cellulare giusto il giorno prima, ma nessuno dei due aveva ancora trovato il coraggio di servirsene. Nella sua rubrica c’era già “Valerio”, ma fino a quel momento era stato solo un monito simbolico nella lunga lista dei suoi contatti. Forse, dopo quella mail, avrebbe deciso di telefonargli. Lei per prima, certo. Ne aveva il carattere e la capacità. Lui no, lui non poteva. Lui era Fedele, cazzo. Le avrebbe volentieri risposto, ma fare la prima telefonata sarebbe stato un passo troppo deciso al di fuori del cerchio di sicurezza entro il quale aveva confinato la propria coscienza. Aveva imparato a perdonarsi le mail e le chat. Per l’Hdemia, perfino i contatti diretti e le serate in compagnia delle sue “prede virtuali”. Ma questa era un’altra cosa. Però, se avesse chiamato lei… non avrebbe potuto non risponderle, e in fondo sarebbe andato bene così. In fondo non facevano niente di male a parlare, no?

Invece, silenzio. Per quasi un mese, silenzio assoluto. Un paio di brevi e composte email di sollecito (mai insistere troppo, l’aveva imparato già da tempo) senza alcuna risposta gli avevano fatto pensare di essersi spinto troppo oltre. Di averla spaventata. Di averla sopravvalutata, in definitiva. E meno male, in fondo. Meno male.

Fino a quel pomeriggio.

21.05. Doppio click. Lei era online, puntuale.

Un imbarazzo strano, nuovo, nel fissare la finestra sul PC

 

Motovale (21.05 PM) Ciao Robinhood occhichiari J

Robinhood76 (21.05 PM) Ciao Vale ricciolibiondi J

Motovale(21.06) Allora non sei arrabbiato con me…

Robinhood76 (21.06) Arrabbiato? E perchè?

Motovale(21.07) Dài… ho visto la tua mail. Bellissima. E io sono sparita, chissà cosa hai pensato.

Robinhood76 (21,07) …beh, mi è dispiaciuto, certo. Ma tu sei libera, non mi devi niente. Davvero. Ci ero rimasto un po’ male, ma arrabbiato no…

Motovale(21.08) E che cosa hai pensato?

Robinhood76 (21.09) Onestamente? Credevo di averti spaventata. Di avere esagerato.

Motovale(21.09) Spaventata? No, perchè?

Robinhood76 (21.10) Quella mail. Era molto… intima. Ho pensato di averti “caricata” troppo, che non fossi pronta per… beh dai, hai capito

Motovale(21.11) Hey, Robinhood… Non ho paura della tua anima, piccolo eroe… è troppo bella. Gazie di avermela mostrata.

 

A Fedele servì qualche secondo per calmare le formiche che avevano preso a camminargli dentro lo stomaco. Fece un lungo respiro, scacciò il pensiero di Sara che ronzava nella stanza come una mosca fastidiosa. Poi decise di allontanarsi dal fuoco.

 

Robinhood76 (21.12) Ma allora… perchè sei sparita?

Motovale(21.13) Ah, allora lo vuoi sapere! Cominciavo a pensare che non ti interessasse ;-)

Robinhood76 (21.13) Dài…  che gatta capricciosa che sei!

Motovale(21.14) Gatta? Io? Ma che dici? MIAO… J

Robinhood76 (21.15) Cosa devo fare, implorare?

Motovale(21.17) No, dài, hai sofferto abbastanza J Sono partita con un gruppo di scatenate in moto per un giro  della Sicilia. 25 giorni. Non hai nessuna colpa per il mio silenzio. Anzi, sono io che mi devo scusare immensamente con te, non ti ho nemmeno scritto due righe prima di partire. È che la tua mail non si poteva liquidare in due parole… ti ho cercato in chat ma non c’eri, e… beh, ancora non mi attentavo a usare il telefono.

 

Valentina era una centaura, come diceva anche il suo nickname. Era stato anche questo a incuriosire Fedele, che poi aveva scoperto una serie di passioni in comune con questa eclettica ragazza marchigiana. La musica italiana. Il vino. Le idee politiche. L’amore per la parola.

Cucita su misura.

 

Robinhood76 (21.18) Fantastico! Chissà come vi siete divertite! Non ti devi scusare, te l’ho detto. Sono felice di averti ritrovata. Giuro.

 

Anche troppo felice, caro il mio Fedele, diceva la solita mosca fastidiosa.

 

Motovale(21.19) Sì è stato bello, ma…

Robinhood76 (21.19) Ma?

Motovale(21.20) Robby, ti ho pensato parecchio mentre scorrazzavo sulla mia moto. Mi sei mancato.

Robinhood76 (21.21) Anche tu, Vale. Anche tu mi sei mancata.

...continua la prossima settimana...
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